Ampliamento e riqualificazione rifugio G. Graffer, Trento

La proposta di concorso per la riqualificazione e l’ampliamento del Rifugio G. Graffer al Grostè adegua la struttura alle esigenze dell’ospitalità contemporanea in alta quota, valorizzando il legame dell’edificio con il paesaggio montano. Il progetto riorganizza gli spazi, le funzioni e i flussi per rendere il rifugio più efficiente, accessibile e sostenibile.

 

Il concept si basa su quattro azioni distinte: mantenere, collegare, aggiungere e completare. Il nuovo volume viene inserito accanto all’edificio esistente con un linguaggio compositivo e materico a contrasto. L’ampliamento ridefinisce così il rapporto tra il rifugio e il paesaggio, rispettando e valorizzando le caratteristiche specifiche dell’ambiente alpino.

 

La nuova struttura è composta da tre elementi distinti: il corpo scala in lamiera microforata, il basamento in lamiera aggraffata e il volume in legno in appoggio sul basamento. Quest’ultimo si protende verso il paesaggio e incornicia la vista su Pietra Grande e Moncuc. La nuova scala di sicurezza rappresenta l’elemento distintivo del progetto e funziona come punto di innesto, collegamento e distribuzione tra l’ampliamento e il rifugio storico.

 

Al piano terra trovano spazio i depositi alimentari, le celle frigorifere, la mensa e gli spogliatoi del personale, gli spazi tecnici e l’area di vendita esterna; questa riorganizzazione permette di concentrare e rendere più efficienti tutte le funzioni di servizio. Il cannocchiale ligneo al piano rialzato ospita la nuova sala ristorante e la cucina, aumentando la capacità ricettiva del rifugio e creando uno spazio aperto verso il panorama, pensato per valorizzare la relazione diretta tra l’architettura e il paesaggio.

 

La riorganizzazione degli spazi interni migliora ’esperienza degli ospiti e rendere più efficiente la gestione mentre la separazione netta tra i flussi del pubblico e quelli del personale permettono di evitare le interferenze tra le diverse attività. La nuova sala ristorante e la terrazza panoramica ricavata sulla copertura del volume che collega la struttura storica al nuovo ampliamento ampliano la percezione del paesaggio.

 

Il progetto adotta le tecnologie costruttive a secco e una struttura portante in pannelli XLAM per facilitare la fase di cantiere in alta quota. Queste scelte consentono anche di ridurre i tempi di montaggio e l’impatto ambientale del progetto, garantendo inoltre delle prestazioni antisismiche migliori per l’edificio.

 

Anche le scelte impiantistiche contribuiscono a migliorare l’efficienza del rifugio. La proposta prevede infatti un impianto fotovoltaico integrato in copertura, le pompe di calore e il sistema VMC. Queste tecnologie permettono di contenere i consumi e di raggiungere la classe energetica A4.

 

L’ampliamento del Rifugio Graffer propone un modello di costruzione responsabile per un contesto paesaggistico fragile come quello montano. La proposta progettuale valorizza e preserva l’identità del luogo grazie a un intervento dal ridotto impatto ambientale che mantiene un rapporto coerente con il paesaggio.

 

Il progetto migliora l’accoglienza e l’efficienza gestionale del rifugio, nel rispetto dei criteri richiesti, restituendo così al Graffer il proprio ruolo di presidio alpino contemporaneo.

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